Il vino razzente ci ha esilarati
E nello spirito ci sentiam racconciati
Il corpo è rattratto dal troppo sedere
Ciò accade sovente quando ti infervori a bere
Bere sul serio, in onore di Bacco
Che i cattivi pensieri gode a mettere in scacco
Nel vino ti immergi, e ti intormentisci
Perfino il tuo grugno più non riconosci
E come ogni chiave ha un ingegno diverso
Tu ch’eri un ignaro nel vin ti sei perso
Ti volti di scatto, e di colpo strabuzzi
I sodali del mosto ti han coperto di spruzzi
E nelle brume di una mente offuscata
Tu vedi animarsi un Barbera d’annata
Dapprima incredulo, poi rinfrancato
L’afferri per il collo e tracanni d’un fiato
Quel nettare rubro, così portentoso
I sensi ha destato, e un eros goloso
Guati ansimante il desco al tuo fianco
Una giumenta attende il suo branco
La fissi con sguardo a tal segno infuocato
Che la giovin cavalla riman senza fiato
È una sellatura da mandare ad effetto
Se il Barbera ingollato non tramasse un dispetto
Ti alzi, vacilli, sorridi impacciato
Un pestone tremendo le hai appena assestato
La poverina, paonazza e alterata,
bercia e bestemmia da scomunicata
il magico incanto alfine è spezzato
dal dono di Bacco e da un ceffone ben dato
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento