Nel ventre del Tempietto*
mi viene incontro, mogio e reietto,
sorseggio birra, tranquillo, al bancone
quand'ecco zufola con far da cialtrone:
"... io sono Enrico", confessa uggiolando
ricambio il saluto, un po' strabuzzando
ha capelli corvini, folti e agitati
che torreggiano occhi ammanettati
un sorriso limaccioso
e una lingua dal sibilo doloso
la sua donna da questa sera
sta inseguendo un'altra chimera
adesso dialoga, cerca conforto
ma il suo pensiero per me ha il fiato corto
intuisco gli serva uno scudiero
che non lo faccia più sentire Calimero
è un sensibile ragazzo
amabile e discreto come un paparazzo
le donne per lui non son creature arcane
ma vacche, ninfomani oppure puttane
prima un deambulo, poi un ballo
nessuna gallina adocchia 'sto gallo
che verso le 2, deluso e annoiato
scioglie gli ormeggi e veleggia scornato
* Il Tempio, locale di Moncalieri (To). Da anni non esiste più: al suo posto dovrebbe esserci una banca, o giù di lì
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