Il frigo era deserto come il dì di Ferragosto
e intanto io sognavo un croccante pollo arrosto
ma invero un appetito un po' men tradizionale
si faceva largo a gomiti, facendomi un gran male
veniva giù dal basso, in zona cavallina
con mille e più pruriti come eccesso d'istamina
la mano scese rapida allora a controllare
lo scoglio già affiorava dal burrascoso mare
tastai il terreno intorno e in cuore mio decisi
che sarei corso ai ripari per scongiurar la crisi
afferrai tosto le chiavi della mia Volkswagen blu
e a balzi da canguro per le scale saltai giù
trovai a stento il posto ove avevo parcheggiato
m'acquattai nell'abitacolo guardingo e infoiato
la macchina si mosse, conoscendo già la meta
un paio di isolati ma la foia non arretra
sulle labbra ho già il copione, poi abbasso il finestrino
deciso a contrattare una trombata e un ricco pompino
ma quando arrivo infine sull'avenue del sesso
il dilemma mi dilania, e l'uccello rende gesso
le passo sconsolato in timida rassegna
e sul retrovisore poi mi struggo per la fregna
quand'anche lei scompare maledico il mio impaccio
che il sangue più bollente ha tramutato in ghiaccio
rientro quindi a casa, avvilito ed affamato
setaccio la dispensa per del cibo insperato
trovo allora con sorpresa del tonno inscatolato
che il sorriso fa tornare ad uccello ormai ammainato
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento