La querimonia è un meato sicuro
L’agognata moquette in un lercio abituro
È l’alopecia del lupo mannaro
La cui luna piena è un consunto sudario
Lungo quell’àdito oscuro e ardìto
Arduo è trovare anche un solo romìto
In quegli anfratti la gente raggriccia
Suda tremante e le labbra poi arriccia
Dopo un bel tratto lo speco si allarga
In un’aulentissima, bucolica malga
Pecore, porci e lutulenti montoni
Son raccozzati al suon degli sproni
Chi ha poi contezza in lenocinio
È avviluppato in lucente carminio
Ma se la tua toga ha color glauco
Dagli strepiti divieni infin rauco
Quella tinta è il marchio infame
Di chi si sottrae a ogni bieco certame
La vermiglia sfumatura
È per chi alimenta ogni gretta impostura
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